
23 ottobre 2026 · Regola di san Benedetto · Capitolo 18, versetti 7–11.
Il testo della Regola
A Terza poi, Sesta e Nona della Feria seconda, si dicano le rimanenti nove parli del salmo centesimo decimo ottavo, tre per ciascun’ora. Espletato dunque il salmo centesimo decimo ottavo in due giorni, cioè nella Domenica e nella Feria seconda; nella Feria terza si recitino a tre a tre i nove salmi dal centesimo decimo nono al centesimo vigesimo settimo. I quali salmi si ripetano sempre ogni giorno sino alla Domenica nelle medesime ore, mantenendo ogni di una disposizione uniforme circa gl’inni, le lezioni, e i versi; in modo che la Domenica si ricomìnci sempre dal centesimo decimo ottavo.
Traduzione storica di Francesco Leopoldo Zelli Jacobuzi, edizione del 1902. Il riferimento ai versetti segue la numerazione del testo latino.
Commento
Le ore diurne tornano sugli stessi salmi secondo un ritmo condiviso.
Ripetere può diventare un modo di approfondire, anziché una rinuncia a comprendere.
La successione delle ore lascia spazio a lode, invocazione e affidamento.
L’ordine liturgico riguarda una comunità concreta e non offre un metro per giudicare ogni forma di vita cristiana.
La ripetizione diventa feconda quando aiuta a riconoscere nuovamente davanti a chi viviamo.
Atanasio di Alessandria, nella Lettera a Marcellino sull’interpretazione dei salmi, 11–12, descrive una singolarità del Salterio.
Chi prega può riceverne le parole come parole che riguardano la propria vita.
La Scrittura offre così una lingua al pentimento, alla gratitudine, alla prova e alla speranza.
Non tutto deve essere inventato dal sentimento del momento per diventare personale.
Il ritmo benedettino può essere letto come un apprendistato in questa parola ricevuta.
Giovanni Cassiano, nelle Conferenze ai monaci, X,10, propone di custodire nel cuore un’invocazione di aiuto.
Essa accompagna la fatica come la prosperità e impedisce di considerarsi sufficienti a se stessi.
Il lavoro, il cammino e il riposo possono essere attraversati da questa memoria di Dio.
La preghiera ricevuta non cancella l’esperienza concreta: le offre una forma nella quale presentarsi.
Rileggendo Benedetto, possiamo cercare questa continuità oltre la sola successione degli atti esteriori.
Il raccoglimento non esige di negare la fatica o le domande che portiamo con noi.
Chiede di presentarle davanti a Dio e di lasciare che una parola ricevuta le illumini.
La fedeltà di un piccolo tempo può aiutare la giornata a ritrovare una direzione.
Possiamo riservare alla preghiera un tempo riconoscibile, senza attendere una giornata priva di impegni.
Un salmo letto con attenzione può accompagnarci anche dopo che il libro è stato chiuso.
Testi richiamati
Atanasio di Alessandria, Lettera a Marcellino sull’interpretazione dei salmi, 11–12.
Giovanni Cassiano, Conferenze ai monaci, X,10.
Testo della Regola nella traduzione del 1902 · Calendario di lettura quotidiana. La lettura della Regola è distinta dalle letture liturgiche della Messa.

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