«Sarebbe non solo superfluo, ma anche noioso far preamboli con te
che vuoi fatti e non parole». (Sant’Agostino, Lettera 117 a Dioscoro)

7 novembre – RB 31,1–12 – Amministrare è prendersi cura

Un bilancio, un’aula, una cucina non sono realtà estranee all’educazione.

San Benedetto

7 novembre 2026 · Regola di san Benedetto · 31,1–12.

Un passo della Regola

Il cellerario sia saggio e sobrio, si occupi di tutti e abbia particolare attenzione per malati, piccoli, ospiti e poveri. Custodisca con rispetto anche gli oggetti affidati alla comunità.

Passo scelto, reso in italiano corrente per questa lettura; non è la trascrizione integrale del capitolo.

Alla luce del Vangelo

Lc 16,10–13. La fedeltà nelle cose piccole rivela come si assume una responsabilità più grande.

La voce dei Padri

Agostino interpreta il vero sacrificio come l’opera che unisce a Dio: la misericordia verso il prossimo appartiene al culto vissuto, non soltanto celebrato. Sintesi del pensiero, non citazione letterale.

Agostino, La città di Dio, X,6.

Una considerazione per la vita quotidiana

Un bilancio, un’aula, una cucina non sono realtà estranee all’educazione. Il modo di usare le risorse esprime il valore che riconosciamo alle persone. Mi colpisce che Benedetto chieda al responsabile dei beni di avere un cuore paterno. Competenza e umanità devono crescere insieme: amministrare bene significa evitare sprechi e, nello stesso tempo, accorgersi di chi rischia di restare senza ciò che gli occorre.

Per continuare la lettura

Regola di san Benedetto, capitolo 31, traduzione storica di F. L. Zelli Jacobuzi (1902) · Calendario della lettura quotidiana · Tutte le schede di Ora et labora.

Il passo evangelico è scelto in relazione al tema della Regola e non indica necessariamente il Vangelo della Messa del giorno.


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