«Sarebbe non solo superfluo, ma anche noioso far preamboli con te
che vuoi fatti e non parole». (Sant’Agostino, Lettera 117 a Dioscoro)

3 novembre – RB 27,1–9 – Nessuno sia sommerso dalla tristezza

La prova dell’autorità non è il numero delle persone che sa allontanare, ma l’attenzione a chi rischia di perdersi.

San Benedetto

3 novembre 2026 · Regola di san Benedetto · 27,1–9.

Un passo della Regola

L’abate si prenda cura del fratello che ha sbagliato come un medico del malato. Mandi persone prudenti a confortarlo e lo sostenga, perché la tristezza non lo travolga.

Passo scelto, reso in italiano corrente per questa lettura; non è la trascrizione integrale del capitolo.

Alla luce del Vangelo

Lc 15,3–7. Il pastore cerca la pecora smarrita e la riporta sulle spalle, condividendo la gioia del ritrovamento.

La voce dei Padri

Commentando la lavanda dei piedi, Agostino invita a tradurre l’umiltà in gesti: il servizio reciproco comprende anche il perdono e la preghiera per il fratello. Sintesi del pensiero, non citazione letterale.

Agostino, Commento al Vangelo di Giovanni, 58,4–5.

Una considerazione per la vita quotidiana

La prova dell’autorità non è il numero delle persone che sa allontanare, ma l’attenzione a chi rischia di perdersi. Benedetto domanda una cura discreta, affidata a presenze affidabili. Penso a chi, dopo un fallimento, non riesce più a immaginare un futuro. Prima di una spiegazione può servire qualcuno che gli sieda accanto. Educare è anche custodire la speranza quando l’altro non riesce a farlo da solo.

Per continuare la lettura

Regola di san Benedetto, capitolo 27, traduzione storica di F. L. Zelli Jacobuzi (1902) · Calendario della lettura quotidiana · Tutte le schede di Ora et labora.

Il passo evangelico è scelto in relazione al tema della Regola e non indica necessariamente il Vangelo della Messa del giorno.


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