
15 ottobre 2026 · Regola di san Benedetto · Capitolo 12, versetti 1–4.
Il testo della Regola
Nell’officio mattutino della Domenica, prima si dica il salmo sessagesimo sesto distesamente, senza antifona. Poi si dica il cinquatesimo coll’ Alleluja ; e indi dicasi il centesimo decimo settimo e il sessagesimo secondo. Vengon poi le benedizioni e le laudi, una lezione dell’Apocalisse a memoria, il responsorio, l’inno, il verso, il cantico del Vangelo, le litanie; e si finisce.
Traduzione storica di Francesco Leopoldo Zelli Jacobuzi, edizione del 1902. Il riferimento ai versetti segue la numerazione del testo latino.
Commento
La preghiera del mattino orienta il giorno prima che i compiti ne occupino l’attenzione.
La lode riconosce che la vita è ricevuta e non soltanto organizzata.
I salmi danno una lingua comune a persone con sentimenti e condizioni differenti.
La forma condivisa sostiene chi fatica a trovare da solo parole per pregare.
Il nuovo giorno può essere accolto come occasione di risposta, anziché come semplice accumulo di impegni.
Atanasio di Alessandria, nella Lettera a Marcellino sull’interpretazione dei salmi, 11–12, descrive una singolarità del Salterio.
Chi prega può riceverne le parole come parole che riguardano la propria vita.
La Scrittura offre così una lingua al pentimento, alla gratitudine, alla prova e alla speranza.
Non tutto deve essere inventato dal sentimento del momento per diventare personale.
Il ritmo benedettino può essere letto come un apprendistato in questa parola ricevuta.
Giovanni Cassiano, nelle Conferenze ai monaci, X,10, propone di custodire nel cuore un’invocazione di aiuto.
Essa accompagna la fatica come la prosperità e impedisce di considerarsi sufficienti a se stessi.
Il lavoro, il cammino e il riposo possono essere attraversati da questa memoria di Dio.
La preghiera ricevuta non cancella l’esperienza concreta: le offre una forma nella quale presentarsi.
Rileggendo Benedetto, possiamo cercare questa continuità oltre la sola successione degli atti esteriori.
Il raccoglimento non esige di negare la fatica o le domande che portiamo con noi.
Chiede di presentarle davanti a Dio e di lasciare che una parola ricevuta le illumini.
La fedeltà di un piccolo tempo può aiutare la giornata a ritrovare una direzione.
Possiamo riservare alla preghiera un tempo riconoscibile, senza attendere una giornata priva di impegni.
Un salmo letto con attenzione può accompagnarci anche dopo che il libro è stato chiuso.
Testi richiamati
Atanasio di Alessandria, Lettera a Marcellino sull’interpretazione dei salmi, 11–12.
Giovanni Cassiano, Conferenze ai monaci, X,10.
Testo della Regola nella traduzione del 1902 · Calendario di lettura quotidiana. La lettura della Regola è distinta dalle letture liturgiche della Messa.

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