La fine dell’anno scolastico porta con sé una sensazione particolare: da un lato la gratitudine per il cammino compiuto, dall’altro l’attesa di un tempo più disteso, meno scandito dagli orari, dalle verifiche, dagli impegni quotidiani. Le vacanze non sono soltanto una pausa: sono una possibilità. E, come ogni possibilità, chiedono di essere guardate con consapevolezza.
La questione decisiva, infatti, non è semplicemente avere più tempo, ma domandarsi che uso farne. Il tempo può scivolare via, consumato distrattamente; oppure può diventare spazio per crescere, per conoscersi meglio, per riconoscere i propri talenti e metterli alla prova. Ogni ragazzo porta in sé doni, inclinazioni, desideri, energie buone: l’estate può essere il momento in cui questi semi trovano aria, luce e terreno.
Valorizzare i propri talenti non significa riempire ogni giornata di attività, né trasformare le vacanze in un altro calendario di prestazioni. Significa piuttosto imparare a scegliere: un libro capace di accendere la curiosità, una conversazione vera, un progetto costruito con le proprie mani, un’esperienza di servizio, una camminata nella natura, una visita a un luogo bello, un tempo gratuito con gli amici. La bellezza educa quando la si cerca, la si contempla e la si condivide.
Ai nostri ragazzi auguriamo di desiderare amicizie sincere: non solo presenze con cui passare le ore, ma compagni con cui costruire qualcosa di nuovo, con cui parlare, ridere, pensare, aiutarsi. Le relazioni sono uno dei luoghi più importanti in cui si impara a diventare grandi. Anche per questo, il tempo libero non è mai davvero neutro: può chiudere in se stessi oppure aprire all’incontro.
C’è poi un’altra strada preziosa per vivere bene l’estate: imparare a stare davanti al bisogno degli altri. Un gesto di attenzione in famiglia, una disponibilità verso chi è più solo, un servizio semplice nella propria comunità, uno sguardo meno distratto verso chi fatica: tutto questo educa il cuore. La gratitudine per quanto ricevuto diventa piena quando si trasforma in responsabilità e in dono.
Come scuola, desideriamo consegnare questo augurio: che le vacanze siano un tempo abitato, non soltanto occupato; un tempo in cui i ragazzi possano riposare davvero, ma anche scoprire, creare, leggere, domandare, servire, stupirsi. Un tempo in cui ciascuno possa intuire che la propria vita non è fatta per essere sprecata, ma per fiorire.
Accompagnamoli dunque, con fiducia. Non servono programmi perfetti: servono adulti capaci di indicare orizzonti, di custodire il desiderio del bene, di ricordare che il tempo è una delle forme più concrete con cui la vita ci viene affidata.
Il Rettore
Carlo Teruzzi
Dalla newsletter del Rosmini International Campus. Pubblicazione originale.

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