«Sarebbe non solo superfluo, ma anche noioso far preamboli con te
che vuoi fatti e non parole». (Sant’Agostino, Lettera 117 a Dioscoro)

7 novembre 1917 — La rivoluzione bolscevica e il secolo sovietico

A Pietrogrado i bolscevichi rovesciano il Governo provvisorio: perché la rivoluzione di novembre si chiama “d’Ottobre”.

Soldati e marinai a Pietrogrado nei giorni della presa del Palazzo d’Inverno, 1917
Pëtr Novickij, Pietrogrado nei giorni della presa del Palazzo d’Inverno, 1917. Pubblico dominio, Wikimedia Commons. Scheda dell’immagine.

La storia oggi · 7 novembre

Il fatto e il suo contesto

Il 7 novembre 1917 i bolscevichi conquistano il potere a Pietrogrado, l’attuale San Pietroburgo.
La data corrisponde al 25 ottobre del calendario giuliano allora utilizzato in Russia.
Da questa differenza nasce il nome, rimasto celebre, di rivoluzione d’Ottobre.
La monarchia zarista era già crollata nella precedente rivoluzione di febbraio, marzo nel calendario gregoriano.
Al suo posto si era formato un Governo provvisorio, infine guidato da Aleksandr Kerenskij.

La prosecuzione della Prima guerra mondiale e le difficoltà economiche ne indeboliscono il consenso.
Soldati, operai e contadini chiedono pace, trasformazioni sociali e una redistribuzione della terra.
Nelle città, i soviet riuniscono rappresentanti dei lavoratori e dei soldati.
I bolscevichi di Lenin puntano a trasformare questa situazione in una nuova presa del potere.
Lev Trockij svolge un ruolo centrale nel Comitato militare rivoluzionario di Pietrogrado.

Le forze rivoluzionarie occupano punti strategici e raggiungono il Palazzo d’Inverno.
L’arresto dei ministri segna la fine del Governo provvisorio nella notte fra il 7 e l’8.
Il Congresso dei soviet annuncia il passaggio del potere ai consigli.
Nasce il Consiglio dei commissari del popolo, presieduto da Lenin.
I primi provvedimenti affrontano le richieste di pace e di terra.

La conquista della capitale, tuttavia, non equivale al controllo stabile dell’intero ex impero.
In Ucraina, la Rada centrale si oppone al riconoscimento del governo bolscevico.
La Repubblica popolare ucraina viene proclamata il 20 novembre 1917.
L’affermazione del nuovo potere incontra resistenze politiche, militari e nazionali.
Le promesse di autodeterminazione entrano presto in tensione con l’imposizione delle strutture sovietiche.

L’eredità e il rapporto con il presente

Il potere sovietico diventerà poi uno dei poli decisivi della politica mondiale del Novecento.
Dopo la Seconda guerra mondiale, la competizione con gli Stati Uniti caratterizzerà la Guerra fredda.
Il confronto comprenderà ideologie, influenza internazionale e un pericoloso equilibrio fondato anche sulle armi nucleari.
La dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1991 chiuderà quella configurazione, lasciando aperta la questione delle sue eredità.
Comprendere questo percorso richiede di distinguere l’insurrezione del 1917 dalle successive trasformazioni dello Stato.

La vicenda delle nazionalità mostra inoltre quanto siano delicati i rapporti fra centro e periferie.
È una chiave di lettura utile anche quando si incontrano memorie storiche oggi contrapposte.
Questa attinenza non significa ridurre i conflitti contemporanei a una sola origine remota.
Significa interrogare criticamente il linguaggio della liberazione, i suoi risultati e le sue contraddizioni.
Il 7 novembre invita ancora a chiedere come trasformare una società senza sacrificare le persone.

Fonti e approfondimenti: Library of Congress — cronologia della Grande guerra · Internet Encyclopedia of Ukraine — October Revolution of 1917 · United States Holocaust Memorial Museum — The Russian Revolution, 1917 · Library of Congress — The Cold War · Office of the Historian — The Collapse of the Soviet Union. La parte conclusiva propone una riflessione redazionale sui fatti documentati.

Altri fatti del 7 novembre · Torna al menu di La storia oggi


Scopri di più da FATTI NON PAROLE

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento