Sarebbe non solo superfluo, ma anche noioso far preamboli con te che vuoi fatti e non parole”. (Sant'Agostiino, Lettera 117 a Dioscoro)

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Nasce da qui questo blog: dal desiderio di scegliere, con Agostino, i “fatti e non parole”, come scrive nella Lettera 117 a Dioscoro: «vuoi fatti e non parole».
In un tempo saturo di slogan, questa è già una consegna di metodo: non inseguire il rumore, ma cercare ciò che realmente accade all’uomo.
Per questo il punto di partenza non può che essere la bellezza, non come ornamento, ma come soglia che educa lo sguardo all’essere.
Dionigi l’Areopagita suggerisce che il cammino della contemplazione introduce in una luce che «riempie di splendori più belli della bellezza».
La bellezza, allora, non ci allontana dal reale, ma ci libera dalla superficialità con cui spesso lo deformiamo.
Senza bellezza, infatti, il mondo diventa opaco; e senza passione per la verità, i fatti stessi vengono piegati alle convenienze, alle paure, alle ideologie.
Quando viene meno questo duplice amore, per il bello e per il vero, cresce una lettura distorta di ciò che accade nella storia.
Questo blog vorrebbe abitare proprio questo varco: guardare il presente senza cinismo e senza retorica.
Vorrebbe raccontare gli eventi restituendo centralità all’umano, perché solo uno sguardo educato dalla bellezza sa riconoscere davvero la verità dei fatti.
Ai fatti e non parole, dunque: ma con occhi capaci di bellezza, perché solo così il reale torna a parlare.